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Nel caso della comproprietà di un immobile, le fatture della ristrutturazione edilizia possono avere un unico intestatario?

Nel caso della comproprietà di un immobile, le fatture relative alle ristrutturazioni edilizie possono avere un unico intestatario?
 
Risposta a cura di 50&PiùCaaf


DOMANDA: io e mia moglie ci accingiamo a ristrutturare la nostra abitazione acquisita l’anno scorso e cointestata. Posso intestare le fatture tutte a mio nome per usufruire delle detrazioni solo io, vista la maggiore disponibilità in base al reddito? O devono essere intestate il 50% a mia moglie e il 50% a me? C’è una legge o circolare che regolamenti l’intestatario della fattura?


   


RISPOSTA:
le fatture possono essere direttamente a lei intestate, indipendentemente dalla quota di possesso dell’immobile oggetto della ristrutturazione edilizia.

Nello specifico, la detrazione spetta unicamente al soggetto che materialmente sostiene la spesa così come si evince dalle istruzioni ministeriali per la compilazione del modello 730/2013 nelle quali è precisato che ha diritto alla detrazione la persona che “….abbia sostenuto le spese e le fatture e i bonifici siano a lui intestati” .

L’ Agenzia delle Entrate ha ribadito in diverse occasioni che il calcolo della detrazione vada sempre effettuato in base alla spesa sostenuta (in tal senso vedi anche la Circolare n° 20  del 13.05.2011 ).

Cosa c’è da sapere…

Gli adempimenti previsti per richiedere la detrazione sulle spese di ristrutturazione sono stati recentemente semplificati e ridotti. In particolare, dal 14 maggio 2011 è stato soppresso l’obbligo dell’invio della comunicazione di inizio lavori all’Agenzia delle Entrate e quello di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori.
Sarà necessario  indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile e, se i lavori sono effettuati dal detentore, gli estremi di registrazione dell’atto che ne costituisce titolo e gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione. Inoltre, occorre conservare ed esibire, a richiesta degli uffici, i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011:

•    Abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in base ai lavori da realizzare (concessioni, autorizzazioni, Dia ecc) ivi inclusa la Comunicazione all’Azienda sanitaria locale ove previsto. Se la normativa non prevede alcun titolo abilitativo per l’esecuzione dei lavori è sufficiente una  dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data inizio lavori e che gli stessi rientrano tra  quelli agevolabili;
•    Fatture relative agli interventi effettuati;
•    Bonifico bancario e/o postale dal quale risultino:
a)    la causale del pagamento ( ad es. interventi di recupero edilizio Art. 16 bis del DPR 917/1986);
b)    il codice fiscale del soggetto che effettua il pagamento (in caso di più soggetti va riportato il codice fiscale di tutti);
c)    il codice fiscale/partita Iva del beneficiario ( cioè la ditta che esegue i lavori).
•    Domanda  di accatastamento (solo se l’immobile non è ancora censito);
•    ricevute di pagamento dell’Ici, se dovuta ;
•    dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile all’esecuzione dei lavori, per gli intevernti effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi;
•    delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori (per gli interventi su parti ;
      comuni di edifici residenziali cioè per i condomini) e tabella millesimale di ripartizione delle spese.


Gli esperti di 50&PiùCaaf che rispondono alle vostre domande sono:
Cinzia Calabrese, Marco Chiudioni, Ada Martino, Romeo Melucci.

Questa rubrica, curata dai nostri esperti fiscali, risponde al quesito più significativo e di interesse generale pervenuto nel corso della settimana. Se hai una domanda fiscale scrivi a: comunicazione.esterna@50epiu.it.

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