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“Salvaguardati”: firmato il TERZO decreto


Interessa 10.130 lavoratori ai quali verranno applicate le precedenti regole di accesso alla pensione. Inoltre, l'Inps, con il messaggio del 22 aprile scorso, ha chiarito che i lavoratori esclusi dalla salvaguardia dei primi 65mila non dovranno ripresentare la domanda per rientrare nel secondo provvedimento di tutela.

di Luisella Berti

L'ex ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero, ha dedicato l'ultimo atto del suo mandato alla salvaguardia di 10.130 lavoratori. Il Ministro ha firmato il terzo decreto che  “salva” una ulteriore platea di lavoratori dalla  Riforma delle pensioni concepita, come è noto, dallo stesso Ministro. Pertanto questi lavoratori potranno andare in pensione secondo le vecchie regole come pure tutti gli altri lavoratori individuati con i due precedenti decreti. In tutto i lavoratori salvaguardati (cosiddetti esodati perché avevano siglato accordi per l'incentivo all'esodo secondo le norme vigenti prima della Riforma Fornero) sono 130 mila, all'appello ne mancherebbero 230 mila, o forse più, che rischiano di rimanere senza stipendio e senza pensione.

Quest'ultimo decreto, alla firma della Corte dei Conti, sarà operativo con la  pubblicazione in Gazzetta ufficiale.
Le posizioni contemplate dal provvedimento sono: 2.560 lavoratori in mobilità ordinaria o in deroga; 1.590 autorizzati al versamento volontario dei contributi previdenziali; 5.130 "cessati" che hanno risolto il rapporto di lavoro in ragione di accordi individuali o collettivi di incentivo all'esodo; 850 prosecutori volontari in attesa di concludere la mobilità.

Dal punto di vista  delle procedure – come anticipato dal Sole24 Ore, la novità principale contenuta nel decreto consiste nell'obbligo, per tutte le categorie di lavoratori, di presentare domanda al fine di accedere al beneficio. Gli autorizzati alla prosecuzione volontaria dovranno inviare le domande all'Inps, mentre i "cessati" e in mobilità alle direzioni territoriali del lavoro. Per tutti l'obbligo andrà assolto entro120 giorni dalla pubblicazione del decreto ministeriale in Gazzetta ufficiale.

Riguardo ai 65mila e 55mila salvaguardati, con il messaggio del 22 aprile n° 6645, l'Inps ha puntualizzato che: “I soggetti cessati dal rapporto di lavoro a seguito di accordi individuali e collettivi di incentivo all’esodo  e dei soggetti autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione, la condizione della mancata ripresa di alcuna attività lavorativa, successiva alla cessazione/autorizzazione, deve sussistere fino alla decorrenza del trattamento pensionistico”.

Inoltre, nello stesso messaggio, l'Inps ha precisato che i lavoratori cessati le cui domande di accesso al beneficio alla salvaguardia fossero state accolte dalle competenti Commissioni delle Direzioni territoriali del lavoro e, tuttavia, fossero rimasti esclusi dalla salvaguardia dei 65.000 per maturazione dei requisiti alla pensione dopo il 6 dicembre 2013 -ma comunque entro il 6 gennaio 2015 - o per eventuale incapienza,  non dovranno più presentare entro il 21 maggio 2013 una nuova domanda alle Commissioni delle Direzioni territoriali del lavoro per rientrare nella salvaguardia dei 55mila. Le posizioni interessate saranno riesaminate al fine di verificare la sussistenza dei requisiti e delle condizioni  per l'ammissione al secondo provvedimento di tutela.

Infine, ad eccezione dei soggetti esclusi dal beneficio alla salvaguardia dei primi 65mila, rimane fermo che per accedere alla salvaguardia dei 55.000 l'istanza va presentata entro il 21 maggio 2013. Tale scadenza riguarda anche tutti i soggetti, cessati per accordi individuali o collettivi, i quali, pur in possesso dei requisiti per accedere alla salvaguardia dei 65.000, non hanno mai presentato istanza alla Direzione territoriale del lavoro.

Gli uffici del Patronato 50&PiùEnasco, distribuiti su tutto il territorio nazionale, sono a disposizione, gratuitamente, per fornire una qualificata assistenza ai lavoratori che potrebbero essere interessati dalle norme di salvaguardia pensionistica.
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