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I diritti  SCIVOLANO sui binari

Quando scattano rimborsi e risarcimenti? Dal clamoroso caso di Trenord, scoppiato lo scorso mese di dicembre, ai treni ad Alta Velocità, fino a quelli locali.

Articolo tratto dalla Rivista 50&Più numero di marzo nell’ambito dell’inchiesta dedicata al trasporto ferroviario.

di  Luisella Berti

Sono trascorsi quasi tre mesi dalla “settimana nera” che, dal 9 al 16 dicembre, ha coinvolto i pendolari che in Lombardia usufruiscono del servizio ferroviario di Trenord (www.trenord.it), società nata nel 2011 dall’unione di Trenitalia (Divisione Regionale Lombardia) e LeNORD, partecipanti al 50% ciascuna. In quella settimana i pendolari hanno subìto un vero e proprio martirio a causa di una concatenazione di eventi: l’apertura della nuova linea Saronno-Seregno e l’introduzione del nuovo sistema informatico di turnazione del personale.

Risultato? Circolazione in tilt in tutta la regione. Una situazione che ha fatto scattare la class action da parte di tre associazioni di consumatori: Codacons, Altroconsumo, Codici. Nel frattempo, Trenord, d’intesa con la regione Lombardia, ha dato il via ai rimborsi che vanno dal 10 al 25% in base al tipo di biglietto o abbonamento. Le associazioni dei consumatori ritengono che i rimborsi decisi siano inaccettabili tanto che il Codacons (www.codacons.it) ha avanzato una richiesta di 3.650 euro per ogni passeggero. «Al momento - dichiara Marco Donzelli, presidente Codacons - siamo in attesa che il giudice si pronunci sull’ammissibilità dell’azione collettiva. Intanto gli utenti possono autonomamente accettare il rimborso proposto da Trenord e aderire alla class action se sarà giudicata ammissibile».

Il diritto al rimborso, tiene a precisare Donzelli, non è soltanto il mero indennizzo di tutto o parte del prezzo del biglietto, ma ci sono altri danni ulteriori da considerare: «Il danno esistenziale e morale riconosciuto dalla Cassazione perché le persone perdono ore di lavoro, perché si ritorna tardi a casa dalla famiglia magari dopo aver aspettato ore ed ore al freddo. L’obiettivo della class action è quello di essere uno strumento di regolazione del mercato, altrimenti le società ferroviarie continueranno a lesinare rimborsi senza offrire un vero servizio di qualità». 

Farsi riconoscere un indennizzo per danni esistenziali senza un’azione collettiva è una impresa improba. «C’è la causa autonoma - prosegue Donzelli - ma nessuno la fa, i prezzi sono elevati. Quello che si riesce a fare è farsi risarcire tutto o in parte il costo del biglietto». Inoltre: «Il risarcimento deve essere automatico in caso di abbonamenti elettronici, è questo quello che abbiamo avanzato in sede di rinnovo del Contratto di Servizio tra la regione Lombardia e Trenord. Ma sembrano discorsi lunari», dice Donzelli. 

Non tutti gli utenti sanno che dal 13 dicembre 2009 sono entrate in vigore le nuove Condizioni generali di trasporto delle persone di Trenitalia, che danno attuazione alle previsioni del Regolamento europeo n. 1371 del 2007. 

La nuova normativa elimina la distinzione tra treni Intercity, Eurostar ed Alta Velocità e, per quanto riguarda l’indennità da ritardo, li inserisce all’interno della stessa categoria definita come: Trasporti nazionali di media e lunga percorrenza e trasporto internazionale. Con variazioni tutt’altro che minime. Ad esempio, si allunga il lasso di tempo entro il quale scatta la richiesta di rimborso per gli Eurostar (prima previsto per 26 minuti, ora esteso a 60).

Questi i rimborsi da ottenere tramite bonus o in denaro: per ritardi all’arrivo tra i 60 e i 119 minuti, il rimborso è del 25% del prezzo del biglietto e del 50% per i ritardi superiori a 120 minuti. Per quanto riguarda il trasporto regionale, invece, le novità vanno soprattutto a favore dei passeggeri, visto che finora il rimborso previsto era minimo o nullo: tenendo conto delle modalità contenute nei Contratti di Servizio e in relazione alle specificità proprie dei biglietti e degli abbonamenti regionali, per determinate tipologie di biglietti (a fascia chilometrica) si prevede un’indennità pari alla cifra dovuta nel caso dei trasporti di media e lunga percorrenza. Ma al di sotto dei 4 euro non è previsto alcun rimborso (Per saperne di più: www.trenitalia.com).

Anche Italo ha recepito il Regolamento Ue, per cui: in caso di ritardo all’arrivo compreso tra i 60 minuti e i 119 minuti, l’indennizzo è pari al 25% del prezzo del biglietto al netto dei servizi accessori. In caso di ritardo all’arrivo superiore ai 120 minuti, il rimborso è pari al 50% del prezzo del biglietto al netto dei servizi accessori (Per saperne di più: www.italotreno.it).
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